Zack Snyder sulle accuse di sessismo per Sucker Punch e il ruolo di sua madre nella sua carriera

Di recente è emersa un’intervista di CBD a Zack Snyder molto interessante, riguardo a come le donne sono ritratte nella sua filmografia. Non solo ci sono state interessanti risposte, ma anche un piccolo scorcio sui suoi prossimi progetti, sulle sue influenze e sulla sua creatività nel corso degli anni, ma quello che ci interessa ora è un film in particolare.

La prima domanda si è concentrata su ciò che inizialmente lo ha spinto a scrivere i suoi film: il suo fascino per il trope delle donne che combattono contro figure autoritarie, spesso maschi e spesso, i loro autori.

“È interessante”, ha esordito. “Il cinema è subconscio. In parte è appagamento dei desideri e la vendetta è una cosa facile da provare. Ma riportarlo su un altro livello è un’altra cosa. In generale, c’è una sfida fisica riguardo alle sfide tra i sessi. E questo mi ha sempre motivato e affascinato. Volevo livellare quel terreno di gioco. Forse questo insegnamento me l’ha dato mia madre, e ne ho un profondo rispetto. C’è un valore nei diversi punti di vista e una mancanza di libertà senza di loro.”

Ci soni stati diversi momenti in cui Snyder ha fatto riferimento a sua madre come un’influenza per lui, e quell’influenza può essere vista nei suoi film di Superman con Martha Kent. Quando è stato chiesto al regista ulteriori dettagli riguardo questa questione, Snyder ha detto di esser “cresciuto con donne davvero forti”

“È naturale che [le donne] siano, senza sforzo, eroiche. Questo è intrinsecamente più interessante: la prospettiva femminile. Mia madre era un’artista, era un personaggio eccentrico che mi ha dato il coraggio di perseguire la vita dell’artista. Mio padre invece era tipo: ‘Quando avrai un vero lavoro?’. Ma mia madre mi ha sempre incoraggiato a dedicarmi alla regia.”

A differenza di sua madre, suo padre voleva che seguisse un percorso di carriera più sicuro, e segretamente sperava sarebbe stato accettato nel prestigioso Williams College, ma Snyder ha scrollato di dosso l’idea, dicendo che è “super dislessico” e mentre l’insistenza di suo padre perché fosse un architetto è stata comunque fatta con gentilezza, non ha mai pensato di poterlo diventare. A quanto pare, un altro percorso, se non avesse fatto il regista sarebbe stato “vasaio o operaio specializzato, come un falegname”. O ancora, forse avrebbe lavorato in un’agenzia pubblicitaria, dopotutto è sempre stato bravo a vendere. Ma nelle sue parole, quei vari percorsi sono stati descritto come la “versione malvagia” della sua vita.

Sucker Punch è stato il primo film che Snyder ha realizzato non basato su una proprietà pre-esistente. Era un blockbuster guidato da donne basato su una storia originale che aveva scritto. A causa dell’interferenza da parte della Warner Bros., il film è stato modificato per il pubblico generale e anche la versione estesa rilasciata su DVD non era ciò che Snyder aveva previsto. Il consenso generale della critica ha affermato che il film era sessista, ma Snyder ritiene che lo abbiano interpretato male.

“Sono sempre scioccato dal fatto che sia stato così gravemente frainteso. Ho sempre detto che era un commento sul sessismo e sulla cultura geek. Qualcuno mi chiese: ‘Perché hai filmato le ragazze in questo modo?’, ed io rispondevo: ‘Beh, se tu che l’hai pensato’. Sucker Punch è un vaffanculo a molte persone che lo guarderanno.”

Quando gli è stato chiesto se considerava Sucker Punch un film tempestivo, in particolare con il movimento #MeToo e i temi del film paralleli alle esperienze dei sopravvissuti, Zack Snyder ha risposto che “era destinato a essere fatto [in quel momento]”, aggiungendo poi che spera un giorno la vera Director’s Cut venga rilasciata. La Warner Bros. ha modificato pesantemente l’idea originale di Snyder per Sucker Punch per renderlo più adatto al pubblico.

“Per far credere loro di aver avuto un grande show per le mani, il film è stato cambiato dallo studio, per il pubblico. La voce fuori campo [all’inizio del film] non affronta le effettive ingiustizie, ma affronta il modo in cui lo studio vorrebbe che ti sentissi. Non volevano offendere nessuno. Dà una sensazione di self-empowerment, ma non ti mette alla prova come avrebbe dovuto.”

Mentre pensava che la voce fuori campo fosse un “meccanismo di post-produzione artificioso”, era d’accordo con il messaggio, anche se era convenzionale.

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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