Zack Snyder’s Justice League: la travagliata storia del taglio originale del film DC

Da quello che emerge dal pezzo di Vanity Fair, Snyder non ha mai visto il film di Joss Whedon andato al cinema, sotto consiglio stesso della produttrice, sua moglie, Deborah.

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Alla fine del 2017, mesi dopo che la coppia aveva tagliato i legami con l’epopea super-eroistica in una battaglia sempre più demoralizzante con la Warner Bros., Deborah Snyder si è seduta in una sala di proiezione nello studio insieme a Christopher Nolan, uno dei produttori esecutivi del film, nonché regista della trilogia del Cavaliere Oscuro. Si fece forza quando le luci si abbassarono.

“È stata solo… è un’esperienza strana”, dice ora. “Non so quante persone abbiano avuto quell’esperienza. Hai lavorato su qualcosa per molto tempo, poi te ne vai e poi vedi cosa è successo.”

Quello che è successo a Justice League è stato stravolto, per via di una crisi di infiniti dubbi: una squadra di dirigenti che ha perso la fiducia nell’architetto del loro vacillante impero dei fumetti, e un regista nel mezzo di una tragedia familiare che lo ha privato della volontà di combattere. Joss Whedon, un regista di un altro universo, quello Marvel, lasciò gli Avengers dopo due film e passò alla Distinta Concorrenza, riprendendo Justice League non da dove Snyder aveva interrotto, ma rifacendola in modo significativo con ampie riscritture e riprese raffazzonate, come richiesto dallo studio. Il 17 novembre 2017, il team-up tra Batman, Superman, Wonder Woman, Cyborg, Aquaman e The Flash ha debuttato nei cinema in modo terribile. È stato deriso dai critici e dagli spettatori perplessi, quasi rinnegato da coloro che l’hanno creato. Whedon da allora è stato accusato di comportamento non professionale e abusivo sul set, ha lasciato il suo nome fuori dal film tranne che per il credito di scrittura condiviso con Chris Terrio, che aveva scritto il precedente Batman v Superman: Dawn of Justice del 2016 con Snyder.

Pubblicamente, tutti quelli vicini al film hanno sfoggiato sorrisi e caldi abbracci, nella speranza di non fare ulteriori danni al progetto, ma non è stato di grande aiuto. Il film ha guadagnato 657 milioni a livello globale, il che sembrano un sacco di soldi finché non si considera il budget di quasi 300 milioni, inclusi i 25 milioni per la rielaborazione ad opera di Whedon, più una stima prudente di 100 / 150 milioni di costi di marketing.

Dopo la loro proiezione privata del montaggio di Whedon, Nolan e Deborah Snyder sono emersi alla luce con una missione condivisa.
“Sono venuti e hanno semplicemente detto: “Non puoi vedere quel film“, dice Zack Snyder durante il pranzo nel suo ufficio di Pasadena. “Perché sapevo che gli avrebbe spezzato il cuore“, aggiunge sua moglie.

Potrebbe sembrare eccessivamente drammatico. Dopotutto, è solo un film. Ma il cuore degli Snyder aveva già passato molti drammi. La battaglia per Justice League è stata straziante, ma non è stata la cosa peggiore che è successa alla loro famiglia quell’anno. Neanche lontanamente. Almeno professionalmente, le cose sono notevolmente migliorate. Per anni, i fan della DC e gli appassionati di Snyder, che adoravano i suoi progetti, hanno suonato il tamburo di guerra sui social media, dimostrandosi a sostegno della ricostruzione della visione originale del regista. Soprannominata #SnyderCut, purtroppo come tutti i fandom, sono stati raccolti sotto lo stesso tetto persone intelligenti e tossici fanatici. Ma tutti hanno condiviso l’implacabile desiderio di vedere quel film, ed il numero di sostenitori è andato sempre più crescendo.

Lo scorso maggio, hanno finalmente visto il loro desiderio realizzato, quando Warner ha visto il potenziale dietro il progetto ed ha dato il via alla ristrutturazione del film.

Non è raro che i registi perdano il controllo creativo dei loro progetti ad alto budget, o che altri registi intervengano, ma è inaudito che uno studio torni da un regista esiliato e gli restituisca il potere e la libertà creativa che gli aveva strappato via, soprattutto quando sono coinvolti alcuni dei personaggi più amati e redditizi nella storia della cultura pop.

Per i devoti del regista, l’arrivo del taglio un come finale pink end hollywoodiano, ma per la cosa davvero devastante che è successa a Zack Snyder e ai suoi cari nel 2017, non ci può essere alcuna soluzione, nessun ripensamento. In preda al conflitto con la Warner Bros., la figlia ventenne degli Snyder, tornata dal college e nel mezzo di una lunga lotta con la depressione, si è tolta la vita. Dopo due anni passati in gran parte concentrati sugli altri loro figli e sulla famiglia allargata, Zack e Deborah sono tornati al lavoro, una parte difficile ma vitale del processo di guarigione. Quando hanno parlato con Vanity Fair di questa storia, stavano completando Army of the Dead, oltre a ripristinare la visione originale di Zack per Justice League. Quest’ultimo in particolare sarà un evento di quattro ore per HBO Max che raccoglierà fondi per programmi di prevenzione del suicidio che potrebbero aiutare a risparmiare agli altri il dolore che ha scosso la sua famiglia.

La morte della figlia è stata la ragione per cui gli Snyder si sono allontanati da Justice League, rendendosi conto che la loro lotta e il loro spirito erano necessari a casa, con gli altri figli e tra di loro, piuttosto che in una battaglia persa con un potente studio. Ora è lei la ragione principale per cui ha deciso di tornare.

“Alla fine del film, c’è scritto ‘For Autumn’”, dice Snyder, seduto nell’ombra di una sala di montaggio. Quando parla di sua figlia, il cineasta 54enne, altrimenti frivolo ed esuberante, distoglie sempre lo sguardo. “Senza di lei, questo non sarebbe assolutamente accaduto.”

Zack e la sua allora moglie Denise Weber hanno adottato Autumn aveva poco più di un anno, e hanno avuto altri due figli prima di divorziare. Snyder ha avuto due figli con Kirsten Elin prima di sposare Deborah, la sua partner di produzione di lunga data, nel 2004, con la quale ha adottato altri due figli. Il regista ha spesso detto che essere un padre adottivo è uno dei motivi per cui è stato così coinvolto nella storia di Kal-El, un essere potente che è diventato Superman grazie all’amore e alle cure di Jonathan e Martha Kent.

Più di tre anni dopo la morte di Autumn, Snyder scivola ancora tra il passato e il presente quando parla di lei. “È l’unica idiota“, dice della sua famiglia. “Era l’unica fan. Il resto di loro...”. Alza le spalle. Oggi, Eli è interessata al cinema, ma Autumn è stata l’unica dei suoi figli a eguagliare l’entusiasmo infantile di suo padre per gli dei, i mostri, gli alieni e i supereroi. “Era super creativa“, dice. “Era una scrittrice. Era alla Sarah Lawrence per essere una scrittrice“.

Autumn era stato in terapia e sotto farmaci, interrogandosi sempre su se valesse davvero qualcosa, ed anche col conforto della familia, la depressione è rimasta una nemica potente da sconfiggere. Snyder rivela che Autumn usava la scrittura per sfogare il suo dolore, per incanalarlo in parole che potevano contenerlo o spiegarlo. Adorava la fantascienza.

“I suoi personaggi principali erano sempre in questa battaglia con cose di un’altra dimensione che nessuno può vedere”, dice Snyder. “Ma era una guerra seria. E quella guerra le accadeva ogni giorno. Penso che tante persone si vedano in quella battaglia, anche se ti sorridono e annuiscono.”

Il fatto che uno studio avesse perso la fiducia nella capacità di Snyder di rendere bene il film Justice League sembrava banale dopo la morte di Autumn, e infatti il regista lo descrive come “un tale fulmine al centro di tutta questa saga“, e qualcosa che “in molti modi ha modificato tutto ciò che abbiamo fatto da allora“. Gli Snyder hanno cercato di andare avanti per due mesi dopo la morte di Autumn, trovando conforto nel finire Justice League. Ma a quel punto la situazione con la Warner Bros era implosa. La storia ufficiale era che gli Snyder avevano volontariamente lasciando il film a causa della loro tragedia familiare e che Zack aveva scelto Whedon per completare il film che aveva programmato. Solo la metà di ciò era vero.

Nel 2010, quando ha iniziato a lavorare ai film DC per la Warner Bros., Snyder è stato promosso come regista visionario, anche se i critici a volte differivano. Anche i suoi successi riuscirono a creare divisioni. Era emerso da video musicali e spot pubblicitari con il remake di Dawn of the Dead nel 2004 e aveva continuato con il racconto ultraterreno e visivamente audace, 300, diventato un colosso al botteghino nel 2007. Data la sua scelta di progetti, Snyder ha scelto Watchmen, l’iconica graphic novel che disprezzava i classici cliché della narrazione a tema supereroi ed esplorava la natura corruttrice del potere.

Il suo adattamento del 2009 ha ribaltato le aspettative dei film tratti dai fumetti, proprio mentre Hollywood stava costruendo nuovi franchise che sarebbero poi diventati delle macchine sforna soldi. Snyder ha poi realizzato un paio di pessime pellicole per quanto riguarda l’andamento al botteghino – un’avventura animata digitalmente sui gufi in guerra, chiamata Legend of the Guardians, e il surreale film d’azione, Sucker Punch – prima di essere chiamato ad affrontare una leggenda tra le leggende: Superman.

Quando ha debuttato nel 2013, Man of Steel ha dato a Henry Cavill il ruolo del noto supereroe. La svolta di Snyder è stata quella di presentare un Clark Kent conflittuale piuttosto che l’alter ego solare interpretato da Christopher Reeve. Il Superman di Snyder era disposto a uccidere per quello che pensava fosse giusto – cosa che molti fan di lunga data del personaggio hanno trovato riprovevole – e, sebbene abbia comunque salvato il mondo, non si è mai sentito come se vi appartenesse veramente. Lo studio aveva sperato in qualcosa di più dei 668 milioni di dollari incassati al botteghino, ma Man of Steel se l’è cavata abbastanza bene perché Snyder avesse un’altra possibilità, questa volta portando Ben Affleck nel suo universo nei panni di Bruce Wayne in Batman v Superman: Dawn of Justice. Il sottotitolo era un omaggio. Questo sarebbe stato un prologo per Justice League.

Snyder non stava solo realizzando blockbuster, ma era diventato l’architetto dell’intero universo cinematografico DC, e chi che se ne dica, le sue scelte di casting continuano ancora oggi a riecheggiare nel cinema. Il regista ha scelto Gal Gadot per interpretare Wonder Woman in Batman v Superman e ha prodotto il film indipendente di Patty Jenkins sulla principessa amazzone.

“Ricordo che Gal mi disse: ‘Zack, stavo per lasciare la recitazione. Mi stavo preparando a tornare a Tel Aviv e vivere lì. Avevo chiuso con Hollywood. Stavo per fare un’altra audizione’. Poi è arrivata e io ho detto: ‘Questa è la mia Wonder Woman’.”

Ora Gal Gadot lo è per il mondo intero. Come con Man of Steel, Snyder ha continuato a sfidare le aspettative, il che a volte ha portato a respingimenti da parte dello studio e dei fan. Aquaman, ad esempio, è sempre apparso WASP nei fumetti. Nel casting per il ruolo di Batman v Superman, Snyder ha deciso di rinunciare ai capelli biondi e agli occhi azzurri dell’eroe dei fumetti a favore delle ciocche lunghe e scure e dello sguardo intenso di Jason Momoa, che era venuto per fare audizione per Bruce Wayne.

“È un isolano del Pacifico, c’è un collegamento con il mare, e se fosse Aquaman?”, ricorda di aver pensato. “Tutti dicevano: ‘Sei pazzo. Non è il caso’.”

È diventato parte di uno schema. Lo studio ha dato a Snyder il potere di andare ovunque avrebbe scelto, e lui faceva sempre le cose inaspettatamente. Tuttavia, a suo merito, tutti i recenti film DC hanno utilizzato l’universo di Snyder come base, anche Suicide Squad e Birds of Prey, che si svolgono nella sua versione di Gotham City. Il prossimo film in Flash collegherà tutti i diversi film DC rimbalzando attraverso più universi, con il Batman di Michael Keaton che apparirà insieme a quello di Affleck. Ma le dure recensioni per Batman v Superman hanno demolito la fiducia della Warner Bros in Snyder. Persino i campioni del regista, come il capo della produzione Greg Silverman, erano preoccupati.

“Quando Batman v Superman è uscito e abbiamo avuto una reazione negativa da parte dei fan, è stato scoraggiante per tutti noi”, afferma Silverman, ora fondatore e capo della società di contenuti indipendente Stampede Ventures. “Zack aveva realizzato questi film, come 300, che piacevano moltissimo alla folla. E quello era il nostro lavoro: rendere il tutto piacevole alla folla. Abbiamo fatto un film insieme, e semplicemente non è piaciuto molto al pubblico.”

Dopo che Snyder aveva lasciato, ha pensato di mostrare la sua Justice League incompiuta a degli amici sul suo laptop.

L’universo DC di Snyder si è avvicinato ai suoi supereroi raffigurando divinità e immortali che sono a loro agio nel maneggiare forze cosmiche, ma che si sforzano di essere umani e connettersi al mondo ordinario. Il regista lo immaginava come un tipo di narrazione a fumetti operistica, tragica e forse più impegnativa, ma la Warner Bros. temeva che rendesse i suoi eroi cupi e le loro abilità una maledizione. Diane Nelson, che all’epoca era presidente della DC Entertainment, dice di aver apprezzato il fatto che Snyder fosse più interessato a decostruire il familiare che a ricapitolarlo.

“Zack è un magistrale narratore visivo che approfondisce i singoli personaggi”, dice. “Per alcune persone, questo è fantastico, e per altre persone questo diventa il problema, perché hanno opinioni fisse su chi sono e non sono questi personaggi DC.”

Nel 2016, con l’inizio delle riprese principali di Justice League nel Regno Unito, circolavano voci che Snyder fosse stato licenziato dal film. Non era la verità, ma l’allora presidente e CEO della Warner, Kevin Tsujihara, gli ha assegnato dei cani da guardia sotto forma di Geoff Johns, capo creativo della DC Entertainment, e Jon Berg, capo della co-produzione della Warner Bros. L’editto era chiaro: almeno uno di loro doveva essere sul set ogni giorno. Berg, che ora è presidente di produzione a Stampede, ricorda quel dovere come qualcosa che non gli andò a genio.

“Era davvero complicato e non era una posizione che amavo, ad essere onesti”, dice. “Ho cercato di essere schietto su ciò che pensavo in modo creativo. Il mio lavoro era cercare di mediare tra un creatore, la cui visione è istintivamente oscura, e uno studio che percepivano il desiderio dei fan di qualcosa di più leggero. Sono stato rispettoso del regista e non ho perseguito con cose che mi venivano dette dal lato aziendale che pensavo non fossero in linea con ciò che avrebbe reso il film migliore.”

Snyder sapeva perché Johns e Berg erano sul set, sapeva che erano i suoi “babysitter”, aggiungendo poi che “molti registi si sarebbero arrabbiati per l’intrusione, ma sono stati gentili. Non mi hanno infastidito più di tanto perché non erano così minacciosi. Ho solo sentito le idee che avevano, dove stavano cercando di iniettare umorismo e cose del genere, ed ho pensato non fosse qualcosa di troppo oltraggioso“.

Ma la Warner Bros. ha annullato alcune delle idee più radicali di Justice League, come l’aggiunta di una storia d’amore tra il Bruce Wayne di Ben Affleck e Lois Lane di Amy Adams, che piangeva la morte di Superman nel film precedente.

“L’intenzione era che Bruce si innamorasse di Lois e poi si rendesse conto che l’unico modo per salvare il mondo era riportare in vita Superman”, dice Snyder. “Quindi ha avuto questo folle conflitto, perché Lois, ovviamente, era ancora innamorata di Superman. Abbiamo avuto questo bellissimo discorso in cui [Bruce] diceva ad Alfred: ‘Non ho mai avuto una vita fuori dalla grotta. Non avrei mai immaginato un mondo per me oltre a questo. Ma questa donna mi fa pensare che se riesco a mettere insieme questo gruppo di dei, allora il mio lavoro è finito. Posso smettere’. E ovviamente le cose non vano come pensava.”

Ma lo studio ha detto di no alla scena. Lo svantaggio di creare dei racconti epici, è l’aspettativa finanziaria degli studi. Per Justice League, la Warner Bros. puntava al miliardo di dollari al botteghino globale, che i film di Snyder non avevano mai raggiunto. Nel gennaio del 2017, il regista ha mostrato il suo primo taglio a Tsujihara. Non è andata bene, secondo Snyder e altri. Tra i problemi c’era la durata del film.

C’era un mandato da Tsujihara che imponeva il film durasse due ore“, dice Snyder. Quell’ordine ha avuto un impatto paradossale, perché significava eliminare gran parte del cuore e dell’umorismo che lo studio voleva inserire, come una sottotrama romantica e comica tra il Flash di Ezra Miller e la Iris di Kiersey Clemons, personaggio completamente assente dal film di Whedon. Snyder ha anche notato un problema strutturale più grande con l’ordine “renderlo più breve”:

“Come avrei dovuto fare ad introdurre sei personaggi e un alieno con il potenziale di dominare il mondo in due ore? Voglio dire, posso farlo, può essere fatto. Chiaramente è stato fatto”, dice, riferendosi alla versione di Whedon. “Ma non l’ho visto.”

I rapporti secondo cui lo stesso Snyder aveva chiesto aiuto a Whedon erano falsi. Johns, una delle babysitter nominate dallo studio, aveva programmato un film su Batgirl con Whedon, e Snyder e altri hanno rivelato che Johns lo ha reclutato per operare riscritture per Justice League. Ancora una volta, Snyder è stato gentile e persino ottimista: “Ho pensato che forse avrebbe potuto scrivere alcune scene interessanti. Ho pensato che sarebbe stato divertente“. Presto divenne chiaro che la Warner Bros. stava dando a Whedon sempre più potere. Non si limitava a dare consigli durante le riprese, ma anche a dirigere lui stesso. Snyder dice di aver avuto solo una conversazione con Whedon, sugli appunti dello studio. Scosso dalla morte di Autumn – e trovando angoscia nel loro lavoro piuttosto che sollievo – Zack e Deborah si ritirarono. Dopo essersi ritirati, per lo stress emotivo e l’incapacità di affrontare troppe battaglie assieme, uno per uno, Snyder ha chiamato i membri del cast e della troupe.

“Ricordo che ero in un cinema, per coincidenza”, ha detto Ray Fisher sul set delle riprese di Snyder lo scorso autunno. “Stavo entrando nell’AMC proprio a Times Square. E ho ricevuto la telefonata da Zack che mi diceva che doveva occuparsi di cose riguardanti la famiglia e che doveva allontanarsi. Avevo un trilione di domande. Il mio cuore si fermò.”

Whedon ha riscritto e riscritto circa tre quarti di Justice League, da quello che Snyder ha compreso. Quando i fan gli chiedono i dettagli del film che porta il suo nome, di solito non ha idea di cosa stiano parlando. Peggio ancora, per la Warner Bros., Whedon non ha salvato esattamente il film.

“Quando siamo riusciti a vedere cosa ha fatto Joss, è stato stupefacente”, dice un dirigente dello studio, che ha richiesto l’anonimato. “Il ladro sul tetto, così stupido e orribile. La famiglia russa, così inutile. Lo sapevano tutti. Era così imbarazzante perché nessuno voleva ammettere che pezzo di merda fosse.”

Justice League ha aperto il 17 novembre 2017 e ha subito fatto casino. Poiché Cavill aveva realizzato Mission: Impossible – Fallout durante le riprese, la squadra di Whedon ha dovuto cancellare digitalmente i suoi baffi in Justice League, il che ha portato a una bizzarra deformazione del suo viso. Le battute si sono sprecate, e dietro le quinte, alcuni membri del cast si sono ribellati. Fisher ha pubblicamente affermato che Whedon era offensivo sul set e che i dirigenti della Warner Bros. “giustificavano” le sue azioni. Gadot ha detto al Los Angeles Times di aver avuto anche lei un’esperienza negativa con Whedon, che ha riferito ai superiori. Dopo aver concluso le sue indagini, la Warner Bros. ha annunciato che era stata intrapresa un “azione correttiva”, sebbene lo studio non avesse fornito dettagli. Qualche giorno prima di quell’annuncio, HBO, una divisione di WarnerMedia, si è separata da Whedon e dalla serie di fantascienza The Nevers. Fisher continua a scontrarsi con lo studio e ha espresso sgomento per l’esito delle sue indagini.

“[Il cast] era molto fedele a Zack, e soffrivano per lui”, dice Nelson, l’ex presidente della DC. “Sarebbe stato un ambiente difficile in cui entrare per qualsiasi nuovo regista – non ho dubbi su questo. Ma poi come Joss ha scelto di gestire tutto, è solo affare suo e ci dovrà convivere.”

All’indomani della versione di Whedon, sui social media è nata un nuovo movimento: #ReleaseTheSnyderCut. Snyder iniziò gradualmente a incoraggiare il movimento, ma non era certo la prima cosa che aveva in mente in quel momento: “Da quando ci siamo allontanati”, dice Snyder, “Non è stato un periodo eccezionale, ma abbiamo fatto molte cose con la famiglia. È stato davvero importante. Un anno importante“. Quell’anno insieme divennero due. Dopo aver pianto Autumn e aver iniziato a guarire con la sua famiglia, ha iniziato a lavorare su Army of the Dead, una storia viscerale, divertente ed estremamente oscura su una squadra d’assalto d’élite che entra in una Las Vegas invasa dagli zombi per recuperare una fortuna nascosta prima che la zona calda venga bombardata – il virus zombi emerge dall’Area 51, quindi potrebbero essere coinvolti anche gli alieni.

In un momento di storie di creativi abusivi, Snyder è un’anomalia. Anche i dirigenti che a volte sono stati in disaccordo con lui concordano sul fatto che sia veramente gentile:

“Sarei più duro di così”, dice Silverman. “È un ragazzo meraviglioso e ha promosso un meraviglioso ambiente di lavoro sui suoi set. Ha davvero apprezzato la sua crew, così come il suo cast”.

I film di Snyder tendono ad essere incentrati sulla forza e su cosa significa maneggiarla. Forse era inevitabile che alla fine non solo si unisse al carrozzone #ReleaseTheSnyderCut, ma iniziasse a guidarlo. Quando Snyder lasciò la Warner Bros., prese il suo laptop, che era decorato con un adesivo della Justice League. Sul disco rigido c’era la sua versione originale, di quasi quattro ore. Era priva di effetti visivi, musica e tutta la messa a punto che rende un film un film. Era anche in bianco e nero. Per lui era un ricordo. Pensò: “Lo mostreremmo solo a persone a caso che passano, come i nostri amici o chiunque altro“.

Piuttosto che svanire, la domanda per il taglio di Snyder ha guadagnato slancio nel corso degli anni. Gruppi hanno pagato per disporre di aeroplani monomotore far volare con uno striscione “Release the Snyder Cut“, sia sopra al lotto degli studi della Warner Bros. a Burbank, che per il raduno annuale del Comic-Con a San Diego. L’anno scorso, i fan hanno unito le risorse per acquistare un cartellone pubblicitario a Times Square. Un nocivo contingente di follower, tuttavia, non si è limitato a difendere il film, ma ha anche utilizzato i social media per attaccare le persone che erano critiche nei confronti di Snyder o della loro causa. Forse speravano di mettere a tacere gli haters, o forse erano solo troll che trollavano. In ogni caso, giornalisti cinematografici con opinioni negative hanno riferito di essere stati attaccati con insulti e persino minacce.

“Sfortunatamente, penso che un sacco di fandom stiano andando in questa direzione molto tossica”, dice Kayleigh Donaldson, che scrive per Pajiba.com. Secondo lei, è particolarmente forte nei fani di Snyder, forse perché rispondono in modo errato ai racconti del regista di eroi solitari in un mondo ostile. Tuttavia, ammette apertamente che non vede l’ora che arrivi il film di Snyder: “Penso che 300 sia molto divertente. Penso che i primi 10 minuti di Watchmen siano alcune delle cose migliori che si siano mai visti in un film coi supereroi”, ed anche se alla fine non le piacerà il taglio di Snyder, amette che: “Preferirei guardare il caos creato da una persona piuttosto che il sonnellino di un comitato”.

Drea Letamendi, una psicologa clinica che esplora gli archetipi dei supereroi nel podcast di Arkham Sessions, osserva che i fan diventano particolarmente aggressivi sui social media quando sentono che gli è stato negato qualcosa: “Quello che ho osservato è un duraturo falso senso di appartenenza, che può manifestarsi come abuso, minacce e reazioni forti e intense quando una storia non va per il verso giusto“, dice. La lotta per il taglio invisibile del film è diventata una causa. In alcuni ambienti, il peggior comportamento si è metastatizzato: “Stanno gridando e la gente li ascolta. Anche se si tratta di commenti negativi, ricevono un rinforzo positivo per continuare su questa strada“.

I troll potrebbero aver effettivamente frenato il movimento, come dei Black Bloc in una manifestazione altrimenti pacifica, e a quanto pare, Snyder stesso rabbrividisce alle descrizioni delle tattiche abusive.

“Penso al 100% che sia sbagliato”, dice. “Non credo che qualcuno dovrebbe chiamare qualcuno con quel tipo di appellativi. Ho sempre cercato di dare attenzione alle persone del fandom che fanno cose buone.”

Il Novembre del 2019 ha portato all’hashtag una spinta, sostenuta su Twitter, che Snyder ha promosso. Gadot e Affleck erano scesi in campo, ma non solo, anche altre personalità di Hollywood come registi e sceneggiatori, così pochi giorni dopo, Toby Emmerich, presidente della Warner Bros. Picture Group, ha chiamato Snyder con un’offerta: “Riproviamo”.

“Molte delle persone della compagnia, me compreso, si sono sempre sentite male per il fatto che Zack non fosse riuscito a finire la sua visione di questo film a causa delle circostanze”, dice Emmerich. “E quindi se avessimo trovato un modo per renderlo logisticamente e finanziariamente possibile, cosa che ha fatto HBO Max, e Zack fosse stato disposto a farlo, allora sarebbe stata una vittoria per tutti.”

Inizialmente, dice Snyder, la Warner Bros. voleva solo pubblicare il filmato grezzo sul suo laptop: “Ero tipo, ‘Questo è un no, è un no secco”, dice. “E loro dicono: ‘Ma perché? Puoi mettere il taglio approssimativo’.”. Snyder non si fidava delle loro motivazioni.

“Io dico: ‘Ecco perché. Tre motivi: uno, ti togli Internet dalle palle, che è probabilmente il motivo principale per cui vuoi farlo. Due, ti senti giustificato per aver sistemato le cose, immagino, a un certo livello. E poi tre, ottieni una versione di merda del film che puoi indicare e dire: ‘Vedi? Comunque non andava tanto meglio. Quindi forse avevo ragione. Avrei preferito fosse un mito piuttosto che una roba del genere.”

Snyder stima che sia costato circa 70 milioni, per questo tutto poi andrà in mano a HBO Max. Lo stesso Snyder non otterrà nulla dalla pubblicazione: “Non verrò pagato“, dice. Ovviamente è stato pagato la prima volta. Questa volta ha voluto solo il controllo creativo rinunciando al suo compenso. “Non volevo essere in debito con nessuno e questo mi ha permesso di mantenere i miei poteri contrattuali con queste persone piuttosto forti.” Fisher, per esempio, era ansioso di tornare: “Non è passato un giorno negli ultimi tre anni, che non ho pensato a questo film, che non mi sono seduto la notte a pensare, e se ci fosse un mondo in cui questa cosa venga effettivamente rilasciata?” dice l’attore, seduto sul set nel suo completo di motion capture in scala di grigi. “Probabilmente avrei dovuto lasciar perdere. Ma c’era così tanto coinvolgimento emotivo“. Per quanto riguarda la fanbase, il movimento ha contribuito con mezzo milione di dollari alla Fondazione americana per la prevenzione del suicidio attraverso donazioni, vendita di merchandising e aste di oggetti di scena.

“La gente diceva: ‘Oh, attaccano le persone'”, dice Deborah Snyder, con gli occhi che le lacrimano. “Ma questa fanbase ha salvato vite. Per quanto volessero qualcosa per se stessi, si sono uniti per questa straordinaria causa. Ti senti così impotente nel cercare di aiutare qualcuno e non sai cosa fare. È letteralmente vita o morte. E mi sentivo come se non sapessimo davvero a chi rivolgerci.”

Ricostruire la storia che aveva sempre immaginato è ciò che ha rinvigorito di più Snyder. Poter andare nel profondo e nell’oscurità come meglio preferiva. Poter mandare al diavolo la cronologia ufficiale del DCEU e lasciare che questa versione alternativa della storia della Justice League finisse dove volesse. Superman in un elegante abito nero invece dell’iconico blu e rosso. Ha aggiunto il Joker di Jared Leto. Ha ripreso il finale con il cameo di un eroe che lascerà a bocca aperta i fan più accaniti. In quella che potrebbe essere una mossa divisiva, sta anche presentando il film nel formato 4:3, piuttosto che a tutto schermo in modo che un giorno possa essere guardato sugli schermi IMAX. Alcuni potrebbero essere irritati vedendo Justice League su HBO Max con barre nere su entrambi i lati. Snyder non è turbato da questo.

Il regista ha anche aggiunto alcuni elementi profondamente personali. Il film si chiude con “Hallelujah” di Leonard Cohen, interpretata da Allison Crowe, un’amica che l’ha cantata anche al funerale di Autumn. Era la canzone preferita di Autumn. Adesso è un’elegia per lei. Justice League, comunque, nonostante il pensiero di chiunque, è fatto delle cose – e delle persone – che anche Snyder ama.

“Quando penso alla catarsi, se fossi stato un vasaio, avrei creato delle ceramiche per cercare un modo per andare oltre a tutto”, dice. “Ma io sono un regista, quindi ho fatto questo film gigantesco”.

Vuole che la gente lo ami. Se qualcuno non lo farà? Il regista starà bene anche col dissenso. Qualunque cosa accada, a lui andrà bene.

Seratul

Seratul

Sono uno scrittore per passione, un cinefilo per destino, ed un intellettuale perché non ho niente da fare. Strano, appassionato di cinema, incline all'informarmi per diletto ed a fare figure cacine all'occorrenza. Capo redattore di Cinespression.it.
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